Magnolia news

Settimanale di letteratura, cinema e cultura varia

Anno 1 – Numero 3

Giovedì 18 settembre 2003

 

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IN QUESTO NUMERO

 

Abbiamo ricevuto numerose mail da parte di lettori che lamentano l’eccessiva dimensione della nostra newsletter. Purtroppo, quando si desidera fornire i contenuti più ampi, questo è inevitabile. Cercheremo comunque, d’ora in poi, di snellire, per quanto possibile, le dimensioni della nostra newsletter.

 

In questo numero segnaliamo, ancora una volta, numerosi concorsi. Quelli indicati la scorsa settimana, per chi se li fosse persi, verranno inseriti sul nostro sito nella giornata di domani. Sono numerose anche le segnalazioni di eventi culturali di vario genere, nonché dell’uscita di alcuni interessanti libri.

 

Vi segnaliamo inoltre tutti i corsi di Magnolia, che quest’anno sono molto più numerosi e più variegati.

 

Nella rubrica "Making Movies" vi presentiamo le recensioni di alcuni film attualmente proiettati nelle sale.

 

Susanna Bonaventura, questa volta, ci regala un racconto davvero intrigante: "Ho promesso".

 

Fabiana Gambardella ci introduce nel mondo degli elfi e del piccolo popolo: un viaggio affascinante in un mondo alternativo.

 

Rita Marinelli ci regala la seconda puntata delle sue avventure librarie con "Ridere con un libro".

 

Davide Venturi esordisce in questo numero con una serie di articoli colti sul rapporto tra cinema e letteratura.

 

Massimiliano Morelli esordirà invece, nel prossimo numero, con una nuova rubrica: "Lo zibaldone eccentrico".

 

Le rubriche "I fanciulli del sottosuolo", "La fiera del gusto", "Magnolia m@il" e "Incontro con la poesia" slittano per i suddetti problemi di spazio: torneranno a farci visita prossimamente.

 

In "Mondo nuvola" continuano le recensioni di alcuni fumetti attualmente in edicola. Ma vi stiamo preparando alcune sorprese per i prossimi numeri.

 

Anche per questa settimana è tutto.

 

Ringraziamo nuovamente tutti coloro che hanno reso possibile questo nuovo numero di "Magnolia news".

 

Buona lettura,

 

Heiko H. Caimi

 

 

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L’ANGOLO DELLE CITAZIONI

a cura di Vincenzo Corvo

 

Scrivo perché mi diverte, mi allarga la vita, mi tira a galla quello che dentro fermenta, che io lo voglia o no, mi dà la compagnia di uomini e donne inventati e mi illude che con il loro aiuto si possa comunicare in totale libertà con quelli veri. (Giuliana Berlinguer)

 

Le sembrerà ridicolo, ma è sempre così quando si finisce un libro. Chi ha scritto quelle cose è una persona di cui occasionalmente io porto il nome. Ninete di più. (Pier Vittorio Tondelli, Rimini)

 

Prima di raccontare, osserva; prima di comunicare qualcosa agli altri con immagini e parole, fai in modo che quelle immagini e quelle parole ti suonino familiari; prima di muovere la fantasia, afferra le cose che hai intorno. (Gianni Amelio, Imparare da Olmi)

 

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TUTTI I CORSI DI MAGNOLIA

 

Anche quest’anno Magnolia Italia presenta numerosi corsi di SCRITTURA CREATIVA, CINEMA e FUMETTO.

Ve ne forniamo un elenco.

 

I corsi verranno presentati presso la sede di Magnolia, a Milano, in via Paolo Mantegazza 25/2, per due giovedì consecutivi: il 9 e il 16 ottobre 2003.

 

Numerosi, quest’anno, anche gli stage nel fine settimana, che permettono la partecipazione anche a chi non vive in prossimità di Milano.

 

Per ulteriori informazioni andate a visitare il sito: www.magnoliaitalia.com oppure telefonate allo 02/39 25 74 30

 

 

SCRIVERE

corso di scrittura creativa

da martedì 21 ottobre 2003

 

 

SCRIVERE IL CINEMA

corso di sceneggiatura cinematografica e televisiva

da giovedì 23 ottobre 2003

 

 

UN MONDO DI FIABE

corso per imparare a scrivere una fiaba ascoltando la propria fantasia

da ottobre 2003 e da febbraio 2004

 

 

REALIZZIAMO UN CORTOMETRAGGIO

più che un corso un'occasione per realizzare un corto

da mercoledì 22 ottobre 2003

 

 

PSICOLOGIA DEI PERSONAGGI

corso specifico per scrittura creativa e sceneggiatura

da sabato 11 novembre 2002

 

 

SCRITTURA PUBBLICITARIA - COPYWRITING

corso di teoria, tecniche e strumenti del copywriting

da sabato 25 ottobre 2003

 

 

SCRITTURA PER IL WEB

corso di scrittura per il web

da sabato 24 gennaio 2004

 

 

SCRIVERE PUBBLICITA' RADIOTELEVISIVA

corso di produzione pubblicitaria radiotelevisiva

da sabato 13 dicembre 2003

 

 

SCRIVERE A FUMETTI

corso di sceneggiatura a fumetti

da venerdì 24 ottobre 2003

 

 

CORSO DI REGIA "ON STAGE"

corso di regia cinematografica

da novembre 2003 (data ancora da stabilire)

 

 

DISEGNARE A FUMETTI

corso di sceneggiatura a fumetti

da martedì 21 ottobre 2003

 

 

SCRIVI IL TUO ROMANZO

corso per realizzare step by step il tuo romanzo

da martedì 28 ottobre 2003

 

 

Da gennaio verrà organizzata un’altra serie di corsi E STAGE

 

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MAKING MOVIES

a cura di Davide Verazzani

 

Questa settimana presentiamo alcune recensioni di film che sono attualmente nelle sale.

 

IL RITORNO DI CAGLIOSTRO di Ciprì e Maresco
recensione di GIANLUCA SANTISI


Regia di Ciprì e Maresco Sceneggiatura: Daniele Ciprì e Franco Maresco Fotografia: Daniele Ciprì Musiche: Salvatore Bonafede Montaggio: Fabio Nunziata Con: Luigi Maria Burruano, Franco Scaldati, Pietro Giordano, Roberto Englund Italia 2003,100’

 

Per leggere la recensione aprite l’allegato: IL RITORNO DI CAGLIOSTRO

 

 

IL MIRACOLO di Edoardo Winspeare

recensione di ANDREA RIMARCHI

 

Durata: 93'; Regia: Edoardo Winspeare; Soggetto: Giorgia Cecere; Sceneggiatura: Giorgia Cecere, Pierpaolo Pirone; Fotografia: Paolo Carnera: Interpreti: Claudio D'Agostino, Carlo Bruni, Anna Ferruzzo, Stefania Casciaro, Angelo Gamarro, Rosario Sambito

 

Per leggere la recensione aprite l’allegato: IL MIRACOLO

 

 

ALILA di Amos Gitai
recensione di MASSIMO TRIA

Sceneggiatura: Amos Gitai Marie-Jose Sanselme basato sul racconto Returning lost Love di Yehoshua Knaz Fotografia: Renato Berta Scenografia: Marco Dentici Montaggio: Kobi Netanel Interpreti: Yaël Abecassis, Uri Klauzner, Hanna Laslo, Ronit Elkabetz, Amos Lavie, Lupo Berkowitch

Per leggere la recensione aprite l’allegato: ALILA

Davide Verazzani è sceneggiatore, scrittore, critico, poeta e musicista, ma nella vita, per sopravvivere, fa tutt’altro. Insegna sceneggiatura a Magnolia Italia, e collabora con i siti www.16noni.it e www.mymovies.it

 

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CINEMA E LETTERATURA

di Davide Venturi

 

Inizia in questo numero un’analisi del rapporto tra cinema e letteratura che ci accompagnerà nelle prossime settimane.

 

Il problematico rapporto tra cinema e letteratura sorge nel momento stesso della nascita della settima arte. In questa breve trattazione si prenderanno in esame i motivi, i dibattiti ed i risvolti che hanno arricchito la ricerca su questo argomento. Doverosa è una breve premessa: il cinema, come si sa, condivide numerose peculiarità di altre forme d'arte, si pensi alla forma spettacolare del teatro, alla plasticità e alla riproduzione artificiosa delle arti visive, alla musicalità o alla musica stessa che, manifestandosi sotto diverse forme, prende parte al film. In ambito semiotico si potrebbe dire che il cinema contiene e utilizza codici e segni di altre arti ed, appunto, una prassi condivisa dalla letteratura e dal cinema è la narrazione; anzi, a scavare meglio, la narrazione non è punto d'incontro di cinema e letteratura, ma nello specifico di cinema fiction e di romanzo. In effetti la trattazione che segue rivolge lo sguardo a queste due forme, senza però tralasciare quei discorsi che affrontano il cinema e la letteratura in maniera generale (come l'analisi sul lettore e lo spettatore cinematografico conseguenza della diversità di visione e lettura).

La letteratura ed il cinema, avendo alcuni elementi condivisi, hanno vissuto un rapporto conflittuale che molto spesso è sfociato in opposizione in ambito teorico e non solo.

Probabilmente, come suggerisce Angelo Mascariello, il dibattito sulle due forme d'arte deve essere pensato in termini di "coesistenza" e ciò diventa possibile riconoscendo al cinema e alla letteratura "medesime vocazioni", ma allo stesso tempo differenti modalità di esplicitare questa vocazione. Infatti, nel dibattito teorico si verifica un punto di svolta quando al cinema viene conferita una propria specificità (l'utilizzare immagini in movimento e l'assemblare queste immagini con la pratica del montaggio) capace di elevare esteticamente ad arte ciò che prima sembrava solo una forma spettacolare.

 

PARTE I – LEGGERE E VEDERE

 

Come afferma Antonio Costa "il leggere" ed "il vedere" vengono contrapposti socialmente come Erich Fromm contrappone "l'essere" e "l'avere", ovvero sembra che il media visivo privi l'uomo dei benefici della pratica della lettura. Esploriamo meglio questi due atti vedendone i punti d'incontro e le divergenze per capire se veramente il discorso sociale di partenza abbia un fondo di verità.

Il critico francese Magny, partendo da un'analisi comparata del racconto filmico e del racconto letterario, o meglio del cinema di finzione e del romanzo, riconosce una sostanziale identità tra l'atto del leggere e l'atto del vedere. Una prima somiglianza esistente tra romanzo e film è che entrambi i due generi si rivolgono ad un pubblico vasto e poco omogeneo, in altri termini alle masse. Il motivo è nell'esercizio dei due generi di una forte attrazione basata sulla distrazione, sul piacere momentaneo e sul divertimento. Infatti Magny scrive: "Il numero dei lettori di romanzi, paragonato a quello degli amanti del poema, presenta un rapporto analogo a quello esistente tra gli spettatori del film e gli appassionati di musica classica. Romanzo e film sono considerati prima di tutto come piacere, divertimento, distrazione. Si chiede loro in primo luogo una soddisfazione immediata; il resto verrà dopo, se possibile. Al contrario, il beneficio ricavato dalla lettura di un poema o dall'ascolto di un concerto non si riduce certo ad un piacere momentaneo."

Magny conferisce ai due generi, romanzo e fiction cinematografica, le qualità di arti di massa capaci di soddisfare un piacere ed un desiderio popolare. Come arti di massa romanzo e fiction cinematografica soddisfano un bisogno naturale e fondamentale dell'uomo: il piacere di provare le emozioni di un'altro. La parziale identità tra l'atto del leggere e l'atto del vedere risiede proprio in questo assunto, cioè nei processi d'identificazione e di proiezione dello spettatore cinematografico e del lettore. Per questa ragione i personaggi dei romanzi come le "stars" del cinema condividono una contraddizione: devono essere simili e insieme superiori al fruitore in modo da mettere in atto il doppio meccanismo di identificazione (io mi rispecchio in te) e di affascinazione ("il mio io viene ingrandito e valorizzato al massimo", come scrive Magny). Ogni eroe deve conservare una certa somiglianza con l'io fruitore, ecco perché per favorire il processo di identificazione si umanizza l'eroe o si eroizza l'umana realtà.

Se il processo di identificazione favorisce un incontro tra l'atto del leggere e l'atto del vedere va considerata una profonda differenza che risiede nel fare semiotico dei due atti, in altre parole vi è una radicale differenza che è intrinseca alla natura dei due atti: "un enunciato linguistico risulta da un atto di linguaggio, ossia da un atto cognitivo, mentre l'immagine cinematografica sembra piuttosto essere il risultato di un atto di percezione" citando Guglielmo Pescatore. Preso atto della differenza sulla natura del leggere un romanzo e del vedere un film ci resta da capire cosa sia l'atto del linguaggio e l'atto della percezione. La principale differenza risiede sull'essere più o meno diretto: l'atto percettivo è estremamente diretto in quanto "percezione, linguaggio e stile collassano in un unico atto". Certo, anche l'atto del leggere ha bisogno di un atto di percezione (il romanzo viene letto grazie ad un atto di percezione) ma l'atto in quanto tale si situa fuori dal testo. Infatti Epstein definiva il cinema come percezione di una percezione in quanto lo spettatore vede non un oggetto (come può essere il libro), ma una percezione.

Ritornando a dove avevamo iniziato, ovvero alla credenza sociale per cui i media visivi privino l'uomo dei benefici della pratica della lettura, tutto sommato tale credenza trova un fondo di verità in questa differenza tra i due atti. Infatti il vedere un film risulta più diretto di leggere un libro e quindi più attraente per le masse, risolve più facilmente i bisogni di divertimento elencati sopra. Si noti quanto l'assunto che abbiamo definito sociale valga solo per una parte dei possibili fruitori, ovvero di quei fruitori che sono attratti dall'intreccio, dalla fabula e non dal racconto, da quello che si dice e non di come lo si dice (su questa differenza torneremo dopo).

 

FINE I PARTE – PROSEGUE LA PROSSIMA SETTIMANA

 

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IL RACCONTO

 

HO PROMESSO

di Susanna Bonaventura

 

 

Mi sveglio di soprassalto, nel cuore della notte. Il cuore mi batte forte in gola.

Al solo pensiero, un desiderio irrefrenabile mi prende. Voglio resistere, devo resistere!

Nessuno lo sapeva. Solo Anna, la mia amica del cuore, l’altro giorno mi ha sorpreso con lei. Mi ha guardato con disprezzo, poi mi ha urlato:

"Sara, ma che cazzo stai facendo?"

Le avevo mentito, assicurandola che lei non era nulla per me. Aveva minacciato di dirlo a mia madre se ci avesse ancora visto assieme.

Ero sincera quando le ho promesso non l’avrei più fatto, ma non credevo che lei mi sarebbe mancata tanto.

Sento il suo profumo entrare nelle mie narici, inebriandomi il corpo e la mente. Un piacere immenso quando le mie dita di quindicenne la sfiorano, prima di avvicinarla alla mia bocca, lei così liscia, affusolata, candida. Non sembra voler incutere paura. Quando siamo assieme mi sento serena, quasi protetta dal resto del mondo. Solo noi due, la mia bocca su di lei, bramosa.

Poi un fuoco l’accende, e un’insana passione mi travolge. Solo pochi minuti, ma di piacere assoluto, ineguagliabile.

Ho sempre scelto luoghi all’aperto, per consumare quest’irrazionale passione. Il parco era il nostro posto preferito: lontano da occhi indiscreti ma agevole da raggiungere.

Perché mi devo nascondere? Si, è vero, sono giovane e (come direbbe mia madre) "…non so ancora distinguere il bene e il male della vita…" ma siamo nel ventunesimo secolo, ormai! Possibile che ci siano ancora pregiudizi del genere al giorno d’oggi?

Tutte stronzate! Cerco solo di trovarmi una scusa per averla ancora, per potermi perdere ancora in lei.

Mamma impazzirebbe di dolore se venisse a saperlo. Ecco perché ho promesso.

Ma non ce la faccio.

Ho deciso, mi alzo. Infilo un paio di pantaloni e una felpa ed esco. E’ ormai mattina, e dopo una notte insonne forse una passeggiata all’aria aperta mi distrarrà dal suo pensiero.

Giro per le strade del centro. Incrocio solo pochi individui, che mi guardano in modo strano.

Sono combattuta: la voglio, la desidero ma so che non è giusto. Non va bene per me. Forse se fossi un po’ più grande, mamma la prenderebbe diversamente, ma non posso continuare a farlo di nascosto.

 

Un profumo. Il suo profumo! Mi guardo attorno e vedo un signore sulla cinquantina, davanti al panificio. Non è da solo. Parla e sorride, con lei nella mano. Mi avvicino, fino ad incrociare il suo sguardo e mettendo da parte la vergogna, glielo chiedo, celando l’imbarazzo.

"Posso?"

Devo essergli sembrata una clochard. Ma è gentile. Apre il suo pacchetto e me ne porge una.

Si, questa volta lo giuro! Sarà l’ultima sigaretta, promesso…

 

 

Susanna Bonaventura è sposata, ha due figli ed un lavoro da impiegata di banca. Si dice che il raggiungimento dei fatidici 40 anni porti a riflettere. Anche a lei è successo, e la cosa positiva è che le ha fatto scoprire la voglia di scrivere. Attualmente pubblica racconti brevi su vari siti letterari, tra cui www.ioscrivo.net , www.scrivi.com e www.nneteditor.it con lo pseudonimo di Kim H.

 

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MONDO NUVOLA

Viaggi nell’universo delle nuvole parlanti

 

MARTIN MYSTEREn° 258 – IL FRUTTO PROIBITO

Sergio Bonelli Editore – 98 pagine – 2,20 euro – in edicola

Coinvolgente questa nuova avventura del detective dell’impossibile. Si parte dal 1955, durante una spedizione archeologica boicottata dal Cremino per occultare una scoperta; si prosegue nel 1965, quando uno scienziato russo riesce a far fuggire sua figlia oltre il muro di Berlino; si arriva infine ai giorni nostri, per parlare della mela che contraddistingue i prodotti della Apple, misterioso simbolo di qualcos’altro che ancora non ci è dato di sapere. Martin Mystère ha un pregio, in questa avventura: compare solo a pagina 55, senza appesantire la narrazione con pagine e pagine di notizie storiche. Anzi, si troverà a litigare con una scrittrice, Natalia Grotovsky, a proposito di due diverse concezioni dell’amore: quella che vuole il sentimento originato soltanto da stimoli biologici, e quella che preferisce elevarlo a qualcosa di più profondo. Ma Natalia è la ragazza che avevamo visto fuggire da Berlino nel 1965. E reca con sé un terribile segreto che trasforma Diana, la moglie di Martin, in una donna completamente diversa.

I dialoghi sono molto ben scritti dal duo La Neve–Santarelli, la trama è avvincente, ben congegnata e con un buon ritrmo, i disegni di Torti, leggermente umoristici, adatti alla storia narrata. Ci sono tutte le premesse per un’ottima avventura. Ma la conclusione la sapremo soltanto il mese prossimo. Speriamo che sia degna di quanto narrato finora: sarebbe un peccato sprecare una così bella occasione, dopo tanti numeri autoconclusivi insipidi e noiosi. (Massimiliano Morelli)

 

MARTIN MYSTERE GIGANTE n° 9 – LA CITTA’ DEI MAGHI

Sergio Bonelli Editore – 240 pagine – 6,50 euro – in edicola

Beretta e Vietti ci sanno fare, indubbiamente. La lunga avventura presentata è avvincente fino alla fine, con pochi attimi di cedimento e personaggi discretamente delineati. Martin Mystère ci conduce nuovamente in Egitto, sulle tracce di un misterioso tempio nel quale si annidano segreti e creature misteriosi, collegati con il Palazzo della Ragione di Padova e gli studi di Pietro D’Abano. Non mancano riferimenti a personaggi e situazioni affrontati da Martin nel passato, e anticipazioni di eventi che potranno svolgersi nel prossimo futuro della serie. Il disegno di Devescovi è ben tratteggiato senza essere pesante, in linea con la serie ma con poca personalità. La sceneggiatura è di livello medio–alto, e non fa rimpiangere gli speciali precedenti. Un buon prodotto d’intrattenimento. (Luigi Pennino)

 

NAPOLEONE n° 37 – IL MIO NOME E’ NESSUNO

Sergio Bonelli Editore – 98 pagine – 2,20 euro – in edicola

Napoleone questa volta si trova a dover affrontare un mistero degno del suo collega Martin Mystère. In Etiopia, un eremo che "custodisce la tomba del più antico oracolo che si conosca" sta per essere violato e distrutto perché si trova su una miniera di Platino. All’interno di questo eremo si trova, scolpita in un portale di roccia, "la prima parola data da Dio all’uomo". E Napoleone, legittimo proprietario dell’eremo per asse ereditario, cercherà di fermare lo scempio e di risolvere il mistero che vi è contenuto. Intanto, in un’altra dimensione, verrà interrogato da Einstein sul significato del nulla. Una storia a metà strada tra intellettualismo e ragione, splendidamente disegnata da Del Vecchio e scritta con grande perizia da Ambrosiani. Affascinante, coinvolgente, insolita. (Luigi Pennino)

 

 

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QUESTIONE DI LIBRI

di Rita Marinelli

 

Ecco il secondo episodio della miniserie autobiografico–letterarai sull’effetto che i libri possono avere sulle nostre vite.

 

PARTE II – RIDERE CON UN LIBRO

 

Riportiamo una citazione dalla parte centrale del racconto:

"Oltrepassai la soglia, firmai il registro delle presenze, sorrisi alla responsabile di turno e nel più completo silenzio mi avviai verso il terzo scaffale dall’entrata: romanzi umoristici. Guardai i libri accostati l’uno all’altro, in ordine d’autore e poi di titolo. L’etichetta del Centro compilata a mano, le copertine sdrucite ne testimoniavano l’intensa vita. Il profumo della carta stampata penetrava nelle narici. Chiusi un attimo gli occhi per godermi quella sensazione avvolgente e poi lasciai il mio cuore libero di smarrirsi in quel luogo magico.

Avevo già compreso che entrare nei libri era appagante quanto vivere la vita: godere di mille vite diverse, di mille emozioni differenti.

Da bimba avevo apprezzato storie d’affetto e solidarietà, romanzi che raccontavano di famiglie, libri che parlavano di profonda amicizia. La mia incapacità di comunicare veniva esorcizzata da quelle storie perché in tali racconti nessuno, ne introverso né cattivo, veniva lasciato solo. Al contrario: chi, all’inizio del libro, veniva descritto come un personaggio incline alla solitudine, durante lo svolgimento della storia, grazie all’intervento degli altri interpreti, si evolveva in una figura estroversa e positiva. Questa particolarità nella connotazione dei personaggi mi fu utile per comprendere (o per darmi la speranza) che, se anche ero timida e chiusa, non ero necessariamente destinata a restare tale, ma potevo cambiare la mia vita e non sentirmi più sola".


Per leggere l’intero episodio aprite l’allegato: RIDERE CON UN LIBRO

 

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IL CERCHIO MAGICO

Rubrica su fiabe, miti, leggende e dintorni

a cura di Fabiana Gambardella

 

Questa settimana la nostra autrice ci racconta di Fairyland e dei suoi abitanti. Ripromettendosi di ritornarci settimana prossima.

 

Come abitanti di Fayrland (paese delle fate) si identificano personaggi, vivi soprattutto nel folklore inglese, irlandese, gallese e scozzese, noti con il nome di fate, folletti, leprechaun, Pooka etc.

Ogni categoria di personaggi ha le proprie caratteristiche, le proprie abitudini ed interagisce con gli esseri umani in modo differente. Hanno in comune una sola caratteristica: sono sempre molto schivi, ed è possibile vederli solo in particolari circostanze.

Nella maggior parte dei casi sono innocui: si limitano a fare scherzi più o meno pesanti ai malcapitati che hanno la sfortuna di incrociare la loro strada. Alcuni, invece, campiono anche gli atti più efferati, come scambiare i bimbi nella culla con cuccioli della loro razza o lanciare maledizioni mortali.

Nel diciassettesimo secolo un pastore scozzese scrisse un trattato volto a dimostrare che il piccolo popolo (altro nome degli abitanti di Fayrland) era anch’esso una creazione di Dio, e non di Satana, come invece alcuni si ostinavano a sostenere.

In questo saggio si legge che, all’epoca della rivolta di Lucifero, alcuni angeli non si schierarono né con il Demonio né con Dio. Dopo la vittoria il Signore non volle questi angeli a cantare le sue lodi in Paradiso, ma non li giudicò nemmeno meritevoli delle eterne pene dell’Inferno. Decise allora di confinarli in un regno invisibile: Fayrland, appunto.

Alcuni di questi angeli erano più votati al bene che al male, e formarono la cosiddetta "corte Benedetta" di cui fanno parte le fate, i brownies, i pooka: tutti quegli esseri, insomma, che non sono cattivi anche se ogni tanto si burlano degli esseri umani.

Altri, invece, erano effettivamente portati al male, anche se non del tutto malvagi, e formarono, per ovvio contraltare, la "corte Maledetta". Di questo gruppo fanno parte, ad esempio, Nuckelavee (mostro che vive in fondo ai laghi, come, per esempio, Nessie, il famoso mostro di Loch Ness); oppure i Goblin e gli Sluagh, che di notte aleggiano sul terreno per fare schiavi gli uomini che si avventurano per strada; e tante altre piccole creature dell’incubo.

L’origine di queste figure è, come per gli altri personaggi delle fiabe, avvolta nel mistero.

Il mito degli angeli decaduti, evidentemente, è successivo all’introduzione del cristianesimo in terra celtica: è forse uno dei tanti tentativi dei primi evangelizzatori di quelle terre di integrare le credenze preesistenti con il cristianesimo assorbendole nel loro universo e dando loro una collocazione nel mondo cristiano.

Un’altra ipotesi, invece, teorizza che queste creature siano ciò che resta, nel ricordo collettivo, di incontri preistorici con altri popoli; in particolare con razze meno evolute che, per sopravvivere all’incontro con l’homo sapiens, hanno dovuto nascondersi, divenire schive e contare sulla propria astuzia là dove la forza non poteva aiutarli. Tutto ciò che potevano fare queste popolazioni per difendersi era una specie di guerriglia, che nell’immaginario collettivo è stata tramandata sotto forma degli scherzi e dei dispetti attribuiti al piccolo popolo.

Nei prossimi numeri approfondiremo i vari tipi di personaggio appartenenti a questo mini–universo, anche se la quantità di materiale, sia folkloristico che letterario, è davvero imponente e variegata.

 

 

Fabiana Gambardella è una strana creatura che si aggira con circospezione per le strade di Milano, alla ricerca di una fiaba o una creatura mitica che ne abitino i misteriosi vicoli. Ha pubblicato il libro per ragazzi "Lo specchio magico" e collabora in veste di insegnante con Magnolia Italia: www.magnoliaitalia.com

 

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CONCORSI

a cura di Luigi Pennino

 

In questa rubrica segnaliamo (e segnaleremo) concorsi letterari, cinematografici e di interesse vario dei quali verremo a conoscenza.

Sul nostro sito è presente una pagina con i concorsi in scadenza, per ordine di data:

www.magnoliaitalia.com sezione: CONCORSI.

I concorsi di cui diamo notizia in questa newsletter saranno inseriti sul nostro sito soltanto la settimana successiva alla pubblicazione.

 

 

PREMIO LOVECRAFT

 

E' stata rimandata al 15 ottobre la scadenza dell'edizione del decennale del Lovecraft, il più prestigioso premio italiano dedicato al fantastico


Ancora un mese a disposizione dei ritardatari per recuperare il tempo perduto e partecipare alla decima edizione del Premio Lovecraft, dedicato a racconti di genere fantastico (fantasy, horror, soprannaturale e via dicendo). Tutte le informazioni sul premio e sull'albo d'oro del concorso sono reperibili alle pagine Internet del Lovecraft, all'indirizzo www.fantascienza.com/alienlovecraft. Unica differenza, la proroga al 15 ottobre del termine ultimo per l'invio degli elaborati.

Anche quest'anno ci si attende una grande partecipazione da parte degli scrittori italiani, sia da un punto di vista numerico sia qualitativo. L'importanza del premio è certificata anche dal fatto che i racconti che si classificheranno tra i finalisti (insieme ai vincitori delle ultime due edizioni), saranno inclusi nell'antologia Sguardi oscuri che sarà pubblicata dalla casa editrice Delos Books (
www.delosbooks.it) e che sarà presentata il giorno stesso della premiazione del concorso.

I racconti per il Lovecraft non devono superare le dieci cartelle dattiloscritte e possono anche essere editi, purché il copyright delle opere sia in possesso degli autori. Partecipate numerosi!

 

 

LO SGUARDO DELL’AQUILA – Concorso di narrativa

 

PROGETTO GIOVANI IVª COMUNITÀ MONTANA "MEDUNA - CELLINA"

In collaborazione con COMUNE DI CIMOLAIS e PROVINCIA DI PORDENONE

I° edizione del premio di narrativa giovanile per l'anno 2003:"Lo sguardo dell’aquila"

 

Regolamento:

 

Per informazioni: losguardodellaquila@tiscali.it tel. 0427/76038

Web: montagnaleader.org/informagiovani

 

 

 

SALUZZOridens

 

L'Assessorato alla Cultura di Saluzzo (Cuneo) bandisce la 1° edizione del

   Concorso di vignette e disegni "SALUZZOridens"

Il concorso è gratuito ed aperto a tutti (vignettisti,fumettisti,caricaturisti,    illustratori, disegnatori,…) , cittadini italiani e stranieri, professionisti e non.

I temi sono:

 

A: Sono sempre i migliori che se ne vanno…

[In senso lato: quindi, non solo persone o personaggi ma anche
oggetti (giradischi per es..), epopee (pellerossa…) culture, miti e quant'altro].

 

B: Siamo uomini o animali?

 

C: Tema libero

 

Il primo premio è di 500 €, il secondo di 150 € il terzo di 100 €.

Termine ultimo per la presentazione degli elaborati: 31 gennaio '04.

Premiazione e mostra con i lavori selezionati: 1° aprile 2004

 

Per il bando completo, informazioni e ragguagli ulteriori:
visitare
www.broderie.it/ridens.htm,

scrivere a rospas@inwind.it o telefonare al 017541421.

 

 

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SEGNALAZIONI

a cura di Luigi Pennino

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo quanto segue.

 

 

FUMETTI TRA LE NUVOLE – Edizione 2003

 

Dopo il successo dello scorso anno, arriva il 2° corso base di fumetto a carattere residenziale, rivolto ai giovani fra i 18 e i 25 anni. Si terrà ad Andreis (Pn) il 3, 4, 5 ottobre 2003. L'obiettivo è quello di permettere o facilitare occasioni di incontro e formazione tra i giovani amanti di questa forma d'arte: la scelta di proporre un corso di base a carattere residenziale è sembrato lo strumento più originale ed efficace per il raggiungimento di un tale obiettivo. Inoltre, quest'anno, verranno affrontate le similitudini tra fumetto e musica, confrontando la nascita di un brano musicale con la creazione di un fumetto: l'incontro con un gruppo musicale locale, l'immedesimazione nei suoni e nell'atmosfera della tradizione saranno lo spunto per l'elaborazione finale del laboratorio. Il clima sarà sicuramente favorito dall'ambiente e dal contesto naturale: le montagne della Valcellina, la caratteristica architettura di Andreis... e dalla magia del fumetto...

PROGRAMMA Storia del fumetto, simboli e inquadrature, tavole e piani, il baloon, esempi e tecniche di disegno, la vignetta, inchiostrazione, colorazione, ambientazione, bordi e sfondi, esercitazione pratica di gruppo, caratteristiche dei personaggi, soggetto, sceneggiatura, storyboard, lavoro sui suoni e sulle onomatopee, proposta di attività semplice. venerdì 03.10 arrivo ad Andreis entro le ore 17.30, presentazione corso e saluto delle autorità, cena, lezioni e concerto sabato 04.10 lezioni domenica 05.10 lezioni. Conclusione ore 16.00 Sono previste anche partecipazioni a eventi, mostre, concerti o attività del Progetto Giovani, ed escursioni nel Parco delle Dolomiti Friulane. Docenti: Vincenzo Bottecchia (curatore corsi), Andrea Comina (coordinatore), Aldo Mereu e Paolo Cossi, artisti e autori di fumetto conosciuti a livello nazionale anche per l'esperienza come organizzatori nel campo del fumetto. Costi Il corso costa € 72,00, comprensivi di spese di iscrizione, vitto e alloggio (cena di venerdì e sabato, pernottamento venerdì e sabato, pranzo sabato e domenica; da versare all'arrivo) Trasporti Possibilità di bus navetta da Pordenone, previo raggiungimento numero minimo di richieste (informazioni più precise all'atto dell'iscrizione)

ISCRIZIONI ENTRO SABATO 20 SETTEMBRE Il corso è aperto a un massimo di 20 partecipanti

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:

Progetto Giovani/Informagiovani Comprensorio Montano del Pordenonese p.le Vittoria, 1 33080 Barcis (Pn)

tel 0427 76038 - 764714 fax 0427 76301

e-mail: cmont4@montagnapordenonese.it

web: www.montagnaleader.org/informagiovani

 

 

 

INSIDE ALTRENOTIZIE

numero due – trimestrale d’avanguardia che gioca sul rapporto immagine/parola

 

A luglio esce il numero due di Inside Altrenotizie arricchito di otto pagine con gli appuntamenti culturali più interessanti dell’estate: festival, teatro, danza, musica, cinema, poesia, arte,

 e con il primo bando del concorso letterario "SHIN EDIZIONI" in tre sezioni poesia,

racconto, articolo.

In questo numero di Inside il problema del linguaggio gioca un ruolo del tutto particolare, così

come l’estetica della violenza, la tradizione della stessa, lo spazio dove non si armonizzano i

vari gradi dell’ "oscurità".

Quel che ci auguriamo con questo nostro periodico?

Di proporre, con un consapevole ottimismo, una sorta di orazione funebre di un mondo sommerso, che si sente minacciato solo dalla crudeltà palese dimenticando di essere vicino alla catastrofe culturale quanto lontano dal buon senso.  

Parliamo di cultura giocando con le immagini e il linguaggio.

Abbiamo organizzato una turné di presentazione in gallerie d'arte, spazi culturali, università, luoghi d'incontro, librerie per far conoscere la nostra rivista ad un pubblico più vasto, ad ogni appuntamento interverrà l’editore Massimo Tantardini.

La rivista è distribuita in edicola in città campione (Milano, Brescia e Lago di Garda) e in libreria su tutto il territorio nazionale.

 

Shin edizioni

via Malta 12 25124 Bs tel 030 2428334 fax 030 2429798

e-mail info@shin.com.fr

 

 

 

DOTTOR BANNER E MISTER HULK

 

E’ finalmente disponibile il volume di Daniel Ciberio  "Dottor Banner e Mister Hulk"

pagine 100 - Euro 10,00 - edizione di lusso – copertina plastificata a colori

 

Un libro esauriente e puntuale che analizza la figura di Hulk in oltre quarant’anni di albi a fumetti Daniel Ciberio, critico di cinema e fumetto per La Nueva Prensa di Porto Rico, cataloga tutti i villains della saga e descrive il mondo di Hulk con protagonisti e comprimari. I miti di Frankenstein, dell’Uomo Lupo, del Dottor Jekyll e Mister Hyde, della Bella e la Bestia rivivono in un personaggio che ha fatto molta strada dai tempi di Stan Lee e Jack Kirby. Il nuovo Hulk di Peter David è un’affascinante figura a tre dimensioni che entra di diritto nella letteratura a fumetti. Daniel Ciberio non si limita al fumetto ma ripercorre la storia di un Hulk televisivo interpretato da Lou Ferrigno, dei cartoni animati, delle strisce giornaliere fino ad arrivare all’analisi dello straordinario film di Ang Lee che ha riportato il tormentato mostro dalla pelle verde all’attenzione del grande pubblico. In appendice il saggio "L'Uomo Ragno tra cinema e fumetto" di Gordiano Lupi. Copertina illustrata da Alessandro Dezi. Distribuito da Pan Distribuzione in tutte le fumetterie d'Italia.

 

 

 

Storia della Russia e dell’Italia di Paolo Nori, Marco Raffaini

E’ uscito il volume "Storia della Russia e dell’Italia", 192 pagine, prezzo: euro 12,00

Learco e Mario, i protagonisti di Storia della Russia e dell’Italia, sono costretti da un opportunista editore romagnolo a raccontare in un libro la storia di questi due paesi, dal momento che hanno firmato in stato di ubriachezza un contratto che li vincola a consegnare il manoscritto in tempi brevi. Il romanzo raccoglie dunque le lettere che i due protagonisti si scambiano, mettendo insieme reminiscenze scolastiche e ricordi personali. All’interno di questo dialogo a due si inseriscono altre "voci", come per esempio quella di Alvise, il nipote dell’editore romagnolo, desideroso di entrare a pieno titolo nel progetto.
Il libro contiene, in appendice, il breve saggio Spaccarsi la testa, che si può considerare il manifesto della "letteratura rovinata" e quindi dell'intera
collana LDM, di cui questo libro rappresenta l'esordio editoriale; l’obiettivo è quello di pubblicare libri "stupidi", secondo i canoni estetici comuni, ma proprio per questo necessari.

Paolo Nori è nato a Parma nel 1963. Ha pubblicato: Le cose non sono le cose (Fernandel 1999), Bassotuba non c’è (Deriveapprodi 1999, poi Einaudi 2000), Spinoza (Einaudi 2000), Diavoli (Einaudi 2001), Grandi ustionati (Einaudi 2001), Si chiama Francesca, questo romanzo (Einaudi 2002), Gli scarti (Feltrinelli 2003) e ha curato l’antologia degli scritti di Daniil Charms Disastri (Einaudi 2003). Suona la tromba nei Bogoncelli e legge nel Marco Raffaini Jazz Trio.

Marco Raffaini è nato a Parma nel 1967, dove fa il traduttore e lavora come corriere. Suona la fisarmonica nei Bogoncelli e nel Marco Raffaini Jazz Trio. Questo è il suo primo romanzo.

Storia della Russia e dell'Italia è in libreria ma può essere acquistato, senza spese di spedizione, collegandosi al sito www.fernandel.it

«Io sono uno stupido, aveva scritto Gor’kij a Cechov, io sono uno stupido che a un certo punto s’è messo a scrivere, ha preso velocità adesso son qui che corro come una locomotiva solo che io sotto non ho mica i binari andrà a finire che prima o poi mi vado a spaccare la testa contro qualche muro. Cechov gli aveva risposto, gli aveva detto Ma cosa dice, Gor’kij? Lei sa benissimo che non ci si spacca la testa perché ci si mette a scrivere, ma che al contrario si scrive perché ci si è già spaccati la testa.
Che dopo che ho letto questa cosa m’è venuto in mente che sarebbe bello fare una collana di libri così, scritti da gente che si sente stupida ma che scrive lo stesso per via che si è spaccata la testa, e insieme al mio amico Marco Raffaini, insigne slavofilo e gran bevitore, ho cominciato subito a scriverne uno, di questi libri, un romanzo storico epistolare scritto da due slavisti da latteria che si intitola Storia della Russia e dell’Italia, e a scriverlo veniva fuori un romanzo talmente stupido che abbiam pensato che sarebbe stato proprio bello, se ci fosse stata una collana fatta tutta di libri così, stupidi e necessari».

Paolo Nori

  

Fernandel
via Col di Lana, 23 - 48100 Ravenna
Tel./Fax 0544 401290
e-mail: fernandel@fernandel.it
web:
www.fernandel.it

 

 

ARCOBALENI DI PAROLE

GIOVANI PAROLE – SETTIMANA LETTERARIA 2003

 

La Settimana Letteraria è festa della parola scritta, letta e raccontata dai giovani. Scorre sul filo di Arcobaleni di parole, il tema che ha unificato tutte le attività di Giovani Parole, il programma annuale dell’Osservatorio letterario giovanile del Settore Gioventù della Città di Torino e che fa da filo conduttore agli incontri con scrittori, critici e giornalisti, invitati a parlare delle diverse forme e dei diversi colori legati ai mestieri della scrittura.

Gli appuntamenti sono concentrati soprattutto nei primi tre giorni e si svolgono nel centro storico cittadino. I restanti, si svolgono nelle biblioteche decentrate, nelle sedi scolastiche e negli spazi circoscrizionali della città e sono dedicati alle "prove di scritture" realizzate dagli studenti della Scuola inferiore e superiore, nell’ambito del progetto Giovani Parole a Scuola.

 

Per il programma completo con tutte le date aprite l’allegato: ARCOBALENI

 

 

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Magnolia news
è una newsletter settimanale curata da Heiko H. Caimi

edita da Magnolia Italia – Via P. Mantegazza 25/2 – 20159 Milano

Tel. 02/39257430 – e–mail: magnoliaitalia@libero.it – sito: www.magnoliaitalia.com

I diritti sui testi sono dei singoli autori

Tutti i diritti sulla pubblicazione sono di Magnolia Italia

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Qui di seguito, il contenuto degli allegati segnalati nella rivista

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ALILA
di Amos Gitai

recensione di
MASSIMO TRIA

Sceneggiatura: Amos Gitai Marie-Jose Sanselme basato sul racconto Returning lost Love di Yehoshua Knaz Fotografia: Renato Berta Scenografia: Marco Dentici Montaggio: Kobi Netanel Interpreti: Yaël Abecassis, Uri Klauzner, Hanna Laslo, Ronit Elkabetz, Amos Lavie, Lupo Berkowitch

Tra statue di cera e improbabili cardinali: le (dis)avventure dei fratelli La Marca, "Ed Wood" siciliani che sognano di fare il "cinematografo"

A cinque anni di distanza dall’ultimo lungometraggio - lo scandaloso Totò che visse due volte - torna la coppia Ciprì-Maresco con un film più volte rimandato e che vede oggi la luce dopo una gestazione lunga e difficile. Problemi economici, ci dicono le cronache, tanto che gli autori furono costretti a lunghi stop che ne allungarono a dismisura i tempi di realizzazione.

Il ritorno di Cagliostro racconta le vicende dei fratelli La Marca, fabbricanti di statue sacre, che con il beneplacito della chiesa e i soldi di mafia e politica riuscirono, nel 1947, a mettere in piedi la Trinacria Cinematografica, una sgangherata casa di produzione indipendente che nelle intenzioni dei fondatori avrebbe dovuto mettere in ginocchio nientemeno che Cinecittà. Per certi versi, ripensando alla vicenda, viene subito alla mente l’interessante e originale Forgotten silver di Peter Jackson, in cui si narra di un regista decisamente sfortunato, che pur avendo rinnovato il mezzo cinematografico con alcuni singolari esperimenti (a lui si devono i primi carrelli, l’introduzione del colore, ect.) non vide mai riconosciuti i propri meriti. Una storia inventata, quella di Jackson, così come questa proposta dai due registi palermitani.

Il film è strutturato a mo’ di finto documentario, con spezzoni d’epoca estratti dai vari film della Trinacria mischiati a interventi di critici e storici del cinema, che ricostruiscono i fatti. Curioso constatare la presenza tra questi di Gregorio Napoli e Tatti Sanguineti, che interpretano se stessi, così come un vero giornalista è Leone Zingales, che dagli studi di una televisione locale annuncia il ritrovamento di una vecchia pellicola contenente - appunto - Il ritorno di Cagliostro, sorta di "kolossal" della Trinacria. E’ il pretesto che dà l’avvio al film. Con l’intercessione del cardinale Sucato, i fratelli La Marca ottengono i soldi per lanciarsi nella nuova avventura. Contattano dunque un regista nevrotico e afflitto da manie di persecuzione, Pino Grisanti, che ricorda nel nome Pino Mercanti, cineasta realmente esistito autore di diversi film, in gran parte di genere avventuroso, per la misconosciuta Organizzazione Filmica Siciliana. Il raffronto tra i due esce rafforzato se si pensa che Mercanti durante la propria carriera firmò un film sui Beati Paoli, così come a Grisanti, nella pellicola di Ciprì e Maresco, viene attribuita la paternità di una pellicola intitolata Gli invincibili Beati Paoli. Questo non è l’unico film prodotto dalla Trinacria. Grazie al finto documentario assistiamo infatti ad alcuni esilaranti estratti da altri lavori, come l’esordio incentrato sulla vita di S.Rosalia, un film sul ballo, un altro ancora che fa il verso ai b-movie americani di stampo fantascientifico. Episodi che rimandano direttamente ai corti di Cinico Tv. Ormai scaricati dalla chiesa e dai politici, dopo i clamorosi insuccessi in sala, ai fratelli La Marca non resta altro da fare che affidarsi al barone Cammarata, studioso del conte Cagliostro, che investe tutti i suoi averi per vedere realizzato un film che riassuma l’opera dell’alchimista, realmente vissuto nel settecento. Per il ruolo di protagonista arriva in Italia nientemeno che Erroll Douglas (interpretato da Robert "nightmare" Englund), un attore hollywoodiano ormai sul viale del tramonto. Sarà l’inizio della fine per la Trinacria.

Ciprì e Maresco, abbandonati i temi religiosi di Totò che visse due volte, si dedicano ad una comicità pura che riassume un po’ tutte le peculiarità del loro modo di fare cinema: irriverente, anticonformista, decisamente politically uncorrect. C’è la solita sfilza di attori (delizioso Pietro Giordano nella duplice veste di Pino Grisanti e del Cardinale Sucato) pescati direttamente nei quartieri di Palermo, ma anche un trio di ottimi professionisti (oltre ad Englund, che dimostra di saper stare al gioco, Burruano e Scaldati, nei panni dei fratelli La Marca). Per un’ora il film regge e diverte, sostenuto da alcune sequenze davvero irresistibili, ben collocate all’interno della struttura narrativa, che è solida ed intelligente. Al bianco e nero virato in blu (come al solito ben fotografato da Ciprì) si intervallano parti in video con gli interventi dei critici ed altre in 1:33 con gli spezzoni dei film.
Negli ultimi quaranta minuti, invece, assistiamo ad un deciso cambio di tono e registro. Questo passaggio coincide con l’entrata in scena di un nano lynchiano che chiede – letteralmente – di fermare la pellicola del film a cui stiamo assistendo. Questa sorta di narratore onnisciente promette dunque di svelare al pubblico i segreti che stanno dietro alla Trinacria ed ai suoi protagonisti. In effetti, però, in questa ultima parte vi è solo l’introduzione del personaggio di Lucky Luciano, artefice dell’arrivo in Italia di Erroll Douglas, e appare più un espediente insolito per portare a compimento il percorso narrativo. Per carità, formalmente le ultime sequenze sono raffinate ed eleganti, ma l’impressione è che taglino le gambe al resto della pellicola. E la forma si riveli priva di sostanza. Di interessante c’è questa nuova strada stilistica intrapresa, che potrebbe - perché no - aprire nuovi scenari per il futuro dei due autori siciliani.
Ciprì e Maresco si confermano comunque unici nel panorama cinematografico italiano. Da amare o odiare senza riserve, anche se siamo convinti che quest’ultimo lavoro possa piacere anche a chi non aveva digerito le precedenti pellicole

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SETTIMANA LETTERARIA 2003

ARCOBALENI DI PAROLE

GIOVANI PAROLE

SETTIMANA LETTERARIA 2003

ARCOBALENI DI PAROLE

 

La Settimana Letteraria è festa della parola scritta, letta e raccontata dai giovani. Scorre sul filo di Arcobaleni di parole, il tema che ha unificato tutte le attività di Giovani Parole, il programma annuale dell’Osservatorio letterario giovanile del Settore Gioventù della Città di Torino e che fa da filo conduttore agli incontri con scrittori, critici e giornalisti, invitati a parlare delle diverse forme e dei diversi colori legati ai mestieri della scrittura.

Gli appuntamenti sono concentrati soprattutto nei primi tre giorni e si svolgono nel centro storico cittadino. I restanti, si svolgono nelle biblioteche decentrate, nelle sedi scolastiche e negli spazi circoscrizionali della città e sono dedicati alle "prove di scritture" realizzate dagli studenti della Scuola inferiore e superiore, nell’ambito del progetto Giovani Parole a Scuola.

 

PROGRAMMA

 

VENERDI 26 SETTEMBRE

Ore 10.00 – 12.00 Piazza Emanuele Filiberto

Gli scrittori ENNIO CAVALLI e GIOVANNI DEL PONTE

incontrano le classi delle scuole medie G.C. Pola e U.Saba, accompagnate dagli insegnanti Musci, Bagatin e Il Grande e dai giovani tutor Alice Corsi e Vito Ferro

Ore 10.00 – 12.00 Piazza della Consolata

Gli scrittori FERDINANDO ALBERTAZZI e GEORG MAAG

incontrano le classi delle scuole elementari A. Sabin e succ. Fioccardo, accompagnate dagli insegnanti Bardaro, Galazzi e Revello e dai giovani tutor Teresa Albergo, Max Arondello e Erika Pontalti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ore 10.00 – 12.00 Piazza Corpus Domini

Gli scrittori DAVID TAGMIZ e PIERDOMENICO BACCALARIO

incontrano le classi delle scuole medie A. Meucci, C. Olivetti e G. Baretti - via Santhià, accompagnate dagli insegnanti Revello, Aime, Altamura e Lo Giudice e dai giovani tutor Vito Ferro, Marzia Grossi, Luca Lissoni e Sabrina Rondinelli

ORE 14.30 – 16-30 Piazza Corpus Domini

Gli scrittori ENNIO CAVALLI, GIOVANNI DEL PONTE, GEORG MAAG, ANNA VIVARELLI, ANNA LAVATELLI

incontrano le classi delle scuole elementari Vittorino da Feltre, C. Battisti, Baricco e R. D’Azeglio, accompagnate dagli insegnanti Caramelli, Franchini, Lovisolo, Pavoni e Lora e dai giovani tutor Irene Adezati, Enrico Audenino, Maurizio D’Alessandro e Marina Gellona

Letture di alcuni brani tratti dai libri degli scrittori

a cura di Marta Boeri, Alberto Fierro, Gabriele Filosa, Virginia Giammaria, Daniel Lascar, Isabella Locurcio, Nicolò Piccinni, Andrea Roagna, Matteo Tagliabue, Marta Varrone, giovanissimi attori della scuola del Teatro dell’Angolo, coordinati da Luigina Dagostino e Sabrina Rondinelli

 

 

Ore 16.30 – 18.30 Piazza Palazzo di Città

INAUGURAZIONE

Saluti di MARCO CALGARO - Vice Sindaco Città di Torino

GIUSEPPE NOTA -Vice direttore Settore Gioventu’

 

a seguire

a seguire

Presentazione delle creazioni in digitale ospitate dalla manifestazione

Intervengono

Daniela Calisi, autrice di DAP , installazione multimediale

Gruppo Tony O’Rama, autori de L’Puesié, software interattivo

Gruppo I 6 della 48ore, autori di 48ORE

Coordina

ARIANNA DAGNINO

 

Ore 18.30 – 20.30 Diciotto B - Piazza Corpus Domini 18/b

VIVERE DI FICTION

Professione scrittore

Intervengono

ALBERTO GOZZI, LAURA LEPRI, FRANCESCO PICCOLO e DOMENICO SCARPA

Coordina

DELIA FRIGESSI

 

Ore 21.30 – 22.30 Piazza Corpus Domini

PUNK /ISLAM -Gara di poesie

Intervengono

ANDREA CANOVA, GIOVANNA MARMO, STEFANO RASPINI, RACHID SANNANE,

SPARAJURIJ, YOUSEF TA’ANY, SARA VENTRONI E ABDELKABIR CHOKRI

Coordina

LELLO VOCE

 

Ore 23.00 – 24.00 Arancia di Mezzanotte -Piazza Emanuele Filiberto 11

Sudate Carte 29LLI artisti del Politecnico di Torino

a cura dell’Associazione culturale Il Traspiratore

 

Ore 23.00 – 24.00 Hafa Cafè - Via Sant’Agostino 23/C

Il buio di kovalski di Alessio MANNI

Il sorriso della diva di Raffaele SCIACOVIELLO

 

Ore 23.00 – 24.00 Tre Galli - Via Sant’Agostino 25

I cani hanno sempre ragione di Guido CATALANO

Lumina di Tiziano FRATUS

Ore 23.00 – 24.00 La Volta Rossa - Via Palazzo di Città 22/D

Qui non ci sono perdenti di Andrea BAJANI

Angeli e cani di Chiara MARCHELLI

 

 

 

 

SABATO 27 Settembre

 

Ore 10.00 – 12.00 Piazza Corpus Domini

PAROLE E SCRITTURE

Letture di poesie, racconti e reportage

Presentazione dei testi realizzati dalle classi dell’Istituto E. Ferrari, Istituto E. Majorana, Istituto E. Agnelli e dai ragazzi del laboratorio di scrittura, accompagnate dagli insegnanti Eleonora Data, Chiara Silvestris, Cristina Brazzi, Giovanna D’Arrigo, Liliana Navarra, Sonia Jaretti, Luisa Menzio e dai giovani tutor Claudia Beggiato, Mario Capello, Roberto Cavalli, Paola Cerutti, Lorenzo Frola, Marina Gellona e Gian Mario Romanetto

Intervengono

JURI BOSSUTO – Presidente Circoscrizione 2

NICOLA POMPONIO - Coordinatore commissione cultura. Circoscrizione 2

GIUSEPPE NOTA – Vice Direttore Settore Gioventù

Coordina

GIOVANNI TESIO

Ore 15.00 – 17.00 La Volta Rossa - Via Palazzo di Città 22/D

TECNICHE DI SCRITTURA

Un modo per non temere la parola "tecnica"

con LAURA LEPRI

 

Ore 16.00 – 17.00 Piazza Corpus Domini

SCRIVERE IL FUTURO DI TORINO

Il Premio Grinzane Cavour e la redazione torinese del quotidiano La Repubblica chiamano i giovani a esprimere il rapporto che li lega alla città

Intervengono

MARCO BOGLIONE, SALVATORE TROPEA, DARIO VOLTOLINI

Coordina

GIUSEPPE SMORTO

 

Ore 17.00 – 18.00 Piazza Corpus Domini

SCRIVERE IL WEB: WEBMANIA

Il Premio Grinzane Cavour e la Città di Torino esplorano il rapporto tra i giovani e i linguaggi delle nuove tecnologie

Intervengono

ALESSANDRO BATTAGLINO, ERRICO BUONANNO, FRANCO CARCILLO, BRUNO GAMBAROTTA, DAVIDE LONGO

Coordina

PAOLO VERRI

 

Ore 17.30 – 19.30 Al Bicerin - Piazza della Consolata 5

    VIVERE DI LIBRI

La lettura tra piacere e mestiere

Intervengono

ANDREA CORTELLESSA, LUCA FERRIERI, LUISA FINOCCHI, EMANUELE TREVI

Coordina

ALBA ANDREINI

 

Ore 19.00 – 21.00 Pastis - Piazza Emanuele Filiberto 3

Intervengono

PIERDOMENICO BACCALARIO,VITO CIOCE, OTTAVIO DI CHIO, LUCA IACCARINO, MARCO ROSELLA, ANTONIO ZOPPETTI

Coordina

GIULIO LUGHI

 

Ore 19.30 – 21.30 Diciotto B – Piazza Corpus Domini 18/B

    VIVERE DI REALTÀ

Professione reporter

Intervengono

MAURIZIO CHIERICI, MARINA FORTI, ROBERTO MAURI, MARIA NADOTTI

Coordina

MIMMO CÁNDITO

 

21.30 – 22.30 Piazza Corpus Domini

IL SEGNO DEL NARRARE

Interviene

ALESSANDRO BARICCO

 

Ore 23.00 – 24.00 Casa Martin - Via Sant’Agostino 23/M

Segni e immagini raccontate di studenti architetti della II Facoltà di Architettura

 

Ore 23.00 – 24.00 Conte Verde - Via Palazzo di Città 21/F

Australia: quando un sogno diventa realtà di WINKI

Ore 23.00 – 24.00 Diciotto B - P.zza Corpus Domini 18/B

Onjrica di Massimo BERNARDI

Le marmotte…….di Graziano ISAIA

L’altromondo e il micromondo di Vito FERRO

 

DOMENICA 28 Settembre

Ore 10.00 – 12.00 La Volta Rossa - Via Palazzo di Città 22/D

Le riviste autoprodotte: come far conoscere i propri racconti e le proprie

idee attraverso le pubblicazioni amatoriali

con MATTEO B.BIANCHI

Ore 14.00 – 16.00 Diciotto B - Piazza Corpus Domini 18/B

con EUGENIO PINTORE

 

Ore 16.00 – 18.00 Piazza Corpus Domini

Intervengono

    I ragazzi di Pass15 e i giovani che hanno partecipato ai laboratori di scrittura organizzati dall’Osservatorio Letterario nel 2003, i conduttori e i curatori dei laboratori

Ore 18.30 – 20.00 Conte Verde - Via Palazzo di Città 21/F

    VIVERE DI SCRITTURA

Professione giornalista

Intervengono

GIANNI ARMAND PILON, MAURIZIO CROSETTI, ENNIO CAVALLI, MARIA CONCETTA MATTEI, ROBERTO PERRONE

Coordina

GIOVANNI TESIO

 

 

 

 

 

 

 

Ore 21.30 – 23.00 Piazza Corpus Domini

con

LUCA FAGGELLA, cantautore (Premio Tenco)

ANDREA PANDOLFO, tromba e bombardino

LUTTE BERG, chitarre

DANIELE ERCOLI, contrabbasso, caval

DÉSIRÉE INFASCELLI, fisarmonica, piano

GIOVANNI LO CASCIO, batteria e percussioni

 

 

 

LUNEDI’ 29 SETTEMBRE

 

Ore 10.00 – 12.00 Scuola media G.C. Pola - Via Foglizzo 5

La classe 1A della scuola media G.C. Pola, insieme all’insegnante Musci e al giovane tutor Vito Ferro, presenta l’esperienza di laboratorio con lettura del racconto collettivo realizzato

Ore 16.30 – 18.30 Biblioteca Civica Geisser - Corso Casale 5 (Parco Michelotti)

Le classi 2 N e 2 I delle scuole medie A. Meucci e C. Olivetti, la classe 4 della Scuola Elementare R. D’Azeglio, insieme agli insegnanti Revello, Aime e Lora e ai giovani tutor Maurizio D’Alessandro, Vito Ferro, Marzia Grossi, presentano l’esperienza di laboratorio con lettura del racconto collettivo realizzato

Ore 16.30 – 18.30 Centro Belleville - Via Caraglio 105

Le classi 4B, 5C e 3B delle scuole elementari C. Battisti e Baricco, insieme agli insegnanti Franchini, Lovisolo e Pavoni e ai giovani tutor Irene Adezati e Marina Gellona, presentano l’esperienza di laboratorio con lettura del racconto collettivo realizzato

MARTEDI’ 30 SETTEMBRE

Ore 16.30 – 18.30 Biblioteca Civica D. Bonhoeffer - Corso Corsica 55

La classe 5 A della scuola elementare V. da Feltre, insieme all’insegnante Caramelli e al giovane tutor Enrico Audenino, presenta l’esperienza di laboratorio con lettura del racconto collettivo realizzato

 

MERCOLEDI’ 1 OTTOBRE

Ore 10.30 – 12.00 Scuola media Saba - via Lorenzini 4

Le classi 1 F e 2 F della scuola media U. Saba, insieme agli insegnanti Il Grande e Bagatin e alla giovane tutor Alice Corsi, presentano l’esperienza di laboratorio con lettura del racconto collettivo realizzato

Ore 16.30 – 18.30 Auditorium Cascina Marchesa – Corso Vercelli 141

Le classi 1B e 1G della scuola media G. Baretti - via Santhià e le classi 3A e 3B della scuola elementare A. Sabin, insieme agli insegnanti Altamura, Lo Giudice e Bardaro e ai giovani tutor Teresa Albergo, Luca Lissoni e Sabrina Rondinelli, presentano l’esperienza di laboratorio con lettura del racconto collettivo realizzato.

Ore 16.30 – 18.30 Cortile scuola elementare Fioccardo - strada del Fioccardo

Le classi 3A e 3B della scuola elementare succ. Fioccardo, insieme agli insegnanti Galazzi e Faccilongo e ai giovani tutor Max Arondello, Erika Pontalti, presentano l’esperienza di laboratorio con lettura del racconto collettivo realizzato

 

 

 

 

 

 

GIOVEDI’ 2 OTTOBRE

Ore 17.30 – 19.30 L’Isola che non c’è – via Rubino 24

PAROLE E SCRITTURE

Inaugurazione caffè letterario con musiche e letture delle prove di scrittura realizzate durante i laboratori di scrittura svolti in classe e presso l’Isola che non c’è

Intervengono

JURI BOSSUTO - Presidente Circoscrizione 2

MARCO CALGARO – Vice Sindaco Città di Torino

NICOLA POMPONIO- Coordinatore commissione cultura. Circoscrizione 2

GIUSEPPE NOTA – Vice Direttore Settore Gioventù

GIOVANNI TESIO - Giornalista e critico

ANIMAZIONI LETTERARIE

 

VENERDI - SABATO E DOMENICA

Dalle Ore 10.00 alle Ore 23.00

Piazze E.Filiberto, della Consolata, Palazzo di Città, Corpus Domini

    PAROLE PER ARIA

Radio Arcobaleno

    PAROLE PER TERRA

    Letture e musiche dal vivo

     

Piazze e vie del centro storico

    L’POESIE’

Creazioni poetiche itineranti

 

dalle Ore 14.00 alle Ore 19.00

Via Palazzo di Città

    GIOCHI DI RUOLO

Professione reporter

 

dalle Ore 19.00 alle Ore 21.30

Piazza Corpus Domini

    CI MANCAVANO LORO. LE NUOVE STORIE DI TORINO

    Dap/ I nuovi narratori

     

dalle Ore 18.00 Piazze e vie di Torino

    PERFORMANCE LETTERARIA

48ORE ininterrotte per trascrivere la realtà torinese

 

SABATO 27 SETTEMBRE

dalle Ore 15.00 alle Ore 17.00

Piazza Corpus Domini

    QUANDO MANCANO LE PAROLE

Caccia al tesoro letteraria

 

DOMENICA 28 SETTEMBRE

dalle Ore 20.30 alle Ore 21.30

Piazza Palazzo di Città

Performance con LettureVideoMusicaDanza

 

PASSEGGIATA TRA LE VETRINE D’AUTORE

 

 

 

Albertazzi Ferdinando

Antica Piazza delle Erbe piazza Palazzo di Città 7

Andreini Alba

Arancia di mezzanotte piazza Emanuele Filiberto 11/I

Baccalario Pier Domenico

Baby Yoghurt piazza Palazzo di Città 6

Baricco Alessandro

Casa Martin via Sant’Agostino 23

Bianchi Matteo B.

Diana gioielli piazza Emanuele Filiberto 8/B

Buonanno Errico

Noh cafè piazza della Consolata 9/G

Cándido Mimmo

Free Volo piazza Emanuele Filiberto 7/B

Cavalli Ennio

Bucci piazza Palazzo di Città 8/B

Chierici Maurizio

Gelateria Mondello piazza Emanuele Filiberto

Dagnino Anna

Hafa cafè via Sant’Agostino 23

Del Ponte Giovanni

Conte Verde via Palazzo di Città 8/B

Ferrieri Luca

Il Sogno via Sant’Agostino 23/H

Finocchi Luisa

Mezzaluna alimentari piazza Emanuele Filiberto 8/D

Gozzi Alberto

Naturalmente via Sant’Agostino 22

Lavatelli Anna

Erboristeria Foscarol piazza Palazzo di Città 7/E

Lepri Laura

Parrucchiere di piazza Emanuele Filiberto 8

Longo Davide

Erboristeria di Piazza della Consolata 5

Maag Georg

Welcome travel via Palazzo di Città 19

Mastrocola Paola

Parrucchiere di via Sant’Agostino 2

Perrone Roberto

Parrucchiere di via delle Orfane 24/H

Piccolo Francesco

Pastis piazza Emanuele Filiberto 3

Rosella Marco

Peter dolciumi piazza Emanuele Filiberto 11/A

Scarpa Domenico

Ristoro dei commercianti piazza Emanuele Filiberto 6/A

Vivarelli Anna

Incisioni Casalegno piazza Palazzo di Città 19

Voce Lello

Tabaccheria di via Sant’Agostino 13/A

Voltolini Dario

Joelle cosmetici piazza Emanuele Filiberto 10/I

Zoppetti Marco

Pastis piazza Emanuele Filiberto 3

Premio Calvino

Al Bicerin Piazza della Consolata 5

Premio Grinzane Cavour

La Volta Rossa via Palazzo di Città 19

AA.VV. Riviste universitarie

Sartoria di via Sant’Agostino 6

AA.VV. Racconti di Mezzanotte

Calosso piazza Emanuele Filiberto 11

Scuola Holden

Tre Galli via Sant’Agostino 25

AA.VV.Osservatorio Letterario Giovanile

Tre Galli via Sant’Agostino 25

 

 

LOGO CITTA’ DI TORINO

in collaborazione con

LOGO REGIONE LOGO POLITECNICO

 

GIOVANI PAROLE - SETTIMANA LETTERARIA 2003

Progettazione, realizzazione e coordinamento organizzativo

SETTORE GIOVENTU’ – OSSERVATORIO LETTERARIO GIOVANILE

con la collaborazione

di

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO. Facoltà di Lettere. Scienze della Comunicazione

FIERA DEL LIBRO DI TORINO

PREMIO BIOCCA

PREMIO CALVINO

PREMIO CITTA’ DI CUNEO PER IL PRIMO ROMANZO

PREMIO GRINZANE CAVOUR

SCUOLA HOLDEN

OSSERVATORIO SCRITTURA MUTANTE – SETTIMO TORINESE

Associazioni e Gruppi giovanili

ASSOCIAZIONE CULTURALE ALOUANUR

ASSOCIAZIONE CULTURALE CERBERO

ASSOCIAZIONE CULTURALE INTRECCI LETTERARI

ASSOCIAZIONE CULTURALE LUCIGNOLO

ASSOCIAZIONE CULTURALE MANAMANA’

ASSOCIAZIONE CULTURALE IL TRASPIRATORE

ASSOCIAZIONE CULTURALE OMBRE

ASSOCIAZIONE CULTURALE TEATRO SFERA

ASSOCIAZIONE CULTURALE ZEUGMA

GRUPPO TONY O’ RAMA

GRUPPO SPARAJURJI

I RAGAZZI DEL 2006

PROGETTO OPERA TEATRO

SCUOLA DEI GIOVANISSIMI ATTORI DEL TEATRO DELL’ANGOLO

con la partecipazione

                      di

CIRCOSCRIZIONE 2 e 6

SERVIZI EDUCATIVI. CENTRO DI CULTURA PER L’ARTE E L’ESPRESSIONE.

SEZIONE LETTURA E SCRITTURA CREATIVA

SISTEMA BIBLIOTECARIO URBANO

                  della Città di Torino

B.I.G. TORINO – BIENNALE INTERNAZIONALE ARTE GIOVANE

GAI – ASSOCIAZIONE PER IL CIRCUITO GIOVANI ARTISTI ITALIANI

con il contributo

di

EDITORI

e

ESERCIZI PUBBLICI E COMMERCIALI

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IL MIRACOLO
di Edoardo Winspeare

recensione di
ANDREA TRIMARCHI

Durata: 93'; Regia: Edoardo Winspeare; Soggetto: Giorgia Cecere; Sceneggiatura: Giorgia Cecere, Pierpaolo Pirone; Fotografia: Paolo Carnera: Interpreti: Claudio D'Agostino, Carlo Bruni, Anna Ferruzzo, Stefania Casciaro, Angelo Gamarro, Rosario Sambito


Tra statue di cera e improbabili cardinali: le (dis)avventure dei fratelli La Marca, "Ed Wood" siciliani che sognano di fare il "cinematografo"

A cinque anni di distanza dall’ultimo lungometraggio - lo scandaloso Totò che visse due volte - torna la coppia Ciprì-Maresco con un film più volte rimandato e che vede oggi la luce dopo una gestazione lunga e difficile. Problemi economici, ci dicono le cronache, tanto che gli autori furono costretti a lunghi stop che ne allungarono a dismisura i tempi di realizzazione.

Il ritorno di Cagliostro racconta le vicende dei fratelli La Marca, fabbricanti di statue sacre, che con il beneplacito della chiesa e i soldi di mafia e politica riuscirono, nel 1947, a mettere in piedi la Trinacria Cinematografica, una sgangherata casa di produzione indipendente che nelle intenzioni dei fondatori avrebbe dovuto mettere in ginocchio nientemeno che Cinecittà. Per certi versi, ripensando alla vicenda, viene subito alla mente l’interessante e originale Forgotten silver di Peter Jackson, in cui si narra di un regista decisamente sfortunato, che pur avendo rinnovato il mezzo cinematografico con alcuni singolari esperimenti (a lui si devono i primi carrelli, l’introduzione del colore, ect.) non vide mai riconosciuti i propri meriti. Una storia inventata, quella di Jackson, così come questa proposta dai due registi palermitani.

Il film è strutturato a mo’ di finto documentario, con spezzoni d’epoca estratti dai vari film della Trinacria mischiati a interventi di critici e storici del cinema, che ricostruiscono i fatti. Curioso constatare la presenza tra questi di Gregorio Napoli e Tatti Sanguineti, che interpretano se stessi, così come un vero giornalista è Leone Zingales, che dagli studi di una televisione locale annuncia il ritrovamento di una vecchia pellicola contenente - appunto - Il ritorno di Cagliostro, sorta di "kolossal" della Trinacria. E’ il pretesto che dà l’avvio al film. Con l’intercessione del cardinale Sucato, i fratelli La Marca ottengono i soldi per lanciarsi nella nuova avventura. Contattano dunque un regista nevrotico e afflitto da manie di persecuzione, Pino Grisanti, che ricorda nel nome Pino Mercanti, cineasta realmente esistito autore di diversi film, in gran parte di genere avventuroso, per la misconosciuta Organizzazione Filmica Siciliana. Il raffronto tra i due esce rafforzato se si pensa che Mercanti durante la propria carriera firmò un film sui Beati Paoli, così come a Grisanti, nella pellicola di Ciprì e Maresco, viene attribuita la paternità di una pellicola intitolata Gli invincibili Beati Paoli. Questo non è l’unico film prodotto dalla Trinacria. Grazie al finto documentario assistiamo infatti ad alcuni esilaranti estratti da altri lavori, come l’esordio incentrato sulla vita di S.Rosalia, un film sul ballo, un altro ancora che fa il verso ai b-movie americani di stampo fantascientifico. Episodi che rimandano direttamente ai corti di Cinico Tv. Ormai scaricati dalla chiesa e dai politici, dopo i clamorosi insuccessi in sala, ai fratelli La Marca non resta altro da fare che affidarsi al barone Cammarata, studioso del conte Cagliostro, che investe tutti i suoi averi per vedere realizzato un film che riassuma l’opera dell’alchimista, realmente vissuto nel settecento. Per il ruolo di protagonista arriva in Italia nientemeno che Erroll Douglas (interpretato da Robert "nightmare" Englund), un attore hollywoodiano ormai sul viale del tramonto. Sarà l’inizio della fine per la Trinacria.

Ciprì e Maresco, abbandonati i temi religiosi di Totò che visse due volte, si dedicano ad una comicità pura che riassume un po’ tutte le peculiarità del loro modo di fare cinema: irriverente, anticonformista, decisamente politically uncorrect. C’è la solita sfilza di attori (delizioso Pietro Giordano nella duplice veste di Pino Grisanti e del Cardinale Sucato) pescati direttamente nei quartieri di Palermo, ma anche un trio di ottimi professionisti (oltre ad Englund, che dimostra di saper stare al gioco, Burruano e Scaldati, nei panni dei fratelli La Marca). Per un’ora il film regge e diverte, sostenuto da alcune sequenze davvero irresistibili, ben collocate all’interno della struttura narrativa, che è solida ed intelligente. Al bianco e nero virato in blu (come al solito ben fotografato da Ciprì) si intervallano parti in video con gli interventi dei critici ed altre in 1:33 con gli spezzoni dei film.
Negli ultimi quaranta minuti, invece, assistiamo ad un deciso cambio di tono e registro. Questo passaggio coincide con l’entrata in scena di un nano lynchiano che chiede – letteralmente – di fermare la pellicola del film a cui stiamo assistendo. Questa sorta di narratore onnisciente promette dunque di svelare al pubblico i segreti che stanno dietro alla Trinacria ed ai suoi protagonisti. In effetti, però, in questa ultima parte vi è solo l’introduzione del personaggio di Lucky Luciano, artefice dell’arrivo in Italia di Erroll Douglas, e appare più un espediente insolito per portare a compimento il percorso narrativo. Per carità, formalmente le ultime sequenze sono raffinate ed eleganti, ma l’impressione è che taglino le gambe al resto della pellicola. E la forma si riveli priva di sostanza. Di interessante c’è questa nuova strada stilistica intrapresa, che potrebbe - perché no - aprire nuovi scenari per il futuro dei due autori siciliani.
Ciprì e Maresco si confermano comunque unici nel panorama cinematografico italiano. Da amare o odiare senza riserve, anche se siamo convinti che quest’ultimo lavoro possa piacere anche a chi non aveva digerito le precedenti pellicole

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IL RITORNO DI CAGLIOSTRO
di Ciprì e Maresco

recensione di
GIANLUCA SANTISI

Regia di Ciprì e Maresco Sceneggiatura: Daniele Ciprì e Franco Maresco Fotografia: Daniele Ciprì Musiche: Salvatore Bonafede Montaggio: Fabio Nunziata Con: Luigi Maria Burruano, Franco Scaldati, Pietro Giordano, Roberto Englund Italia 2003,100’

Tra statue di cera e improbabili cardinali: le (dis)avventure dei fratelli La Marca, "Ed Wood" siciliani che sognano di fare il "cinematografo"

A cinque anni di distanza dall’ultimo lungometraggio - lo scandaloso Totò che visse due volte - torna la coppia Ciprì-Maresco con un film più volte rimandato e che vede oggi la luce dopo una gestazione lunga e difficile. Problemi economici, ci dicono le cronache, tanto che gli autori furono costretti a lunghi stop che ne allungarono a dismisura i tempi di realizzazione.

Il ritorno di Cagliostro racconta le vicende dei fratelli La Marca, fabbricanti di statue sacre, che con il beneplacito della chiesa e i soldi di mafia e politica riuscirono, nel 1947, a mettere in piedi la Trinacria Cinematografica, una sgangherata casa di produzione indipendente che nelle intenzioni dei fondatori avrebbe dovuto mettere in ginocchio nientemeno che Cinecittà. Per certi versi, ripensando alla vicenda, viene subito alla mente l’interessante e originale Forgotten silver di Peter Jackson, in cui si narra di un regista decisamente sfortunato, che pur avendo rinnovato il mezzo cinematografico con alcuni singolari esperimenti (a lui si devono i primi carrelli, l’introduzione del colore, ect.) non vide mai riconosciuti i propri meriti. Una storia inventata, quella di Jackson, così come questa proposta dai due registi palermitani.

Il film è strutturato a mo’ di finto documentario, con spezzoni d’epoca estratti dai vari film della Trinacria mischiati a interventi di critici e storici del cinema, che ricostruiscono i fatti. Curioso constatare la presenza tra questi di Gregorio Napoli e Tatti Sanguineti, che interpretano se stessi, così come un vero giornalista è Leone Zingales, che dagli studi di una televisione locale annuncia il ritrovamento di una vecchia pellicola contenente - appunto - Il ritorno di Cagliostro, sorta di "kolossal" della Trinacria. E’ il pretesto che dà l’avvio al film. Con l’intercessione del cardinale Sucato, i fratelli La Marca ottengono i soldi per lanciarsi nella nuova avventura. Contattano dunque un regista nevrotico e afflitto da manie di persecuzione, Pino Grisanti, che ricorda nel nome Pino Mercanti, cineasta realmente esistito autore di diversi film, in gran parte di genere avventuroso, per la misconosciuta Organizzazione Filmica Siciliana. Il raffronto tra i due esce rafforzato se si pensa che Mercanti durante la propria carriera firmò un film sui Beati Paoli, così come a Grisanti, nella pellicola di Ciprì e Maresco, viene attribuita la paternità di una pellicola intitolata Gli invincibili Beati Paoli. Questo non è l’unico film prodotto dalla Trinacria. Grazie al finto documentario assistiamo infatti ad alcuni esilaranti estratti da altri lavori, come l’esordio incentrato sulla vita di S.Rosalia, un film sul ballo, un altro ancora che fa il verso ai b-movie americani di stampo fantascientifico. Episodi che rimandano direttamente ai corti di Cinico Tv. Ormai scaricati dalla chiesa e dai politici, dopo i clamorosi insuccessi in sala, ai fratelli La Marca non resta altro da fare che affidarsi al barone Cammarata, studioso del conte Cagliostro, che investe tutti i suoi averi per vedere realizzato un film che riassuma l’opera dell’alchimista, realmente vissuto nel settecento. Per il ruolo di protagonista arriva in Italia nientemeno che Erroll Douglas (interpretato da Robert "nightmare" Englund), un attore hollywoodiano ormai sul viale del tramonto. Sarà l’inizio della fine per la Trinacria.

Ciprì e Maresco, abbandonati i temi religiosi di Totò che visse due volte, si dedicano ad una comicità pura che riassume un po’ tutte le peculiarità del loro modo di fare cinema: irriverente, anticonformista, decisamente politically uncorrect. C’è la solita sfilza di attori (delizioso Pietro Giordano nella duplice veste di Pino Grisanti e del Cardinale Sucato) pescati direttamente nei quartieri di Palermo, ma anche un trio di ottimi professionisti (oltre ad Englund, che dimostra di saper stare al gioco, Burruano e Scaldati, nei panni dei fratelli La Marca). Per un’ora il film regge e diverte, sostenuto da alcune sequenze davvero irresistibili, ben collocate all’interno della struttura narrativa, che è solida ed intelligente. Al bianco e nero virato in blu (come al solito ben fotografato da Ciprì) si intervallano parti in video con gli interventi dei critici ed altre in 1:33 con gli spezzoni dei film.
Negli ultimi quaranta minuti, invece, assistiamo ad un deciso cambio di tono e registro. Questo passaggio coincide con l’entrata in scena di un nano lynchiano che chiede – letteralmente – di fermare la pellicola del film a cui stiamo assistendo. Questa sorta di narratore onnisciente promette dunque di svelare al pubblico i segreti che stanno dietro alla Trinacria ed ai suoi protagonisti. In effetti, però, in questa ultima parte vi è solo l’introduzione del personaggio di Lucky Luciano, artefice dell’arrivo in Italia di Erroll Douglas, e appare più un espediente insolito per portare a compimento il percorso narrativo. Per carità, formalmente le ultime sequenze sono raffinate ed eleganti, ma l’impressione è che taglino le gambe al resto della pellicola. E la forma si riveli priva di sostanza. Di interessante c’è questa nuova strada stilistica intrapresa, che potrebbe - perché no - aprire nuovi scenari per il futuro dei due autori siciliani.
Ciprì e Maresco si confermano comunque unici nel panorama cinematografico italiano. Da amare o odiare senza riserve, anche se siamo convinti che quest’ultimo lavoro possa piacere anche a chi non aveva digerito le precedenti pellicole

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Questione di libri.

seconda parte – RIDERE CON UN LIBRO

di Rita Marinelli

 

Attraversavo la piazza principale a passo veloce; per terra si notavano ancora i segni del passaggio di un temporale. Schivavo le pozzanghere con la stessa attenzione con cui evitavo le persone.

Come ogni giorno la piazza era gremita da adolescenti infreddoliti nei loro giacconi, accalcati l’uno all’altro, ridacchianti e chiassosi. Attendevano l’ora di cena chiacchierando di nulla e di tutto. L’importante era stare lì, esserci, dimostrare il dominio del proprio gruppo sul quel pezzettino di strada, guardare gli altri e farsi guardare.

Passavo fra loro, zigzagando, per arrivare velocemente dalla parte opposta di quella lunga striscia di strada. Si ostinavano a definirla piazza, ma aveva solo l’aspetto di un lungo budello di asfalto interdetto al traffico.

Ai lati una serie di palazzetti inizio secolo. Nella loro ininterrotta successione formavano lunghi porticati, anche questi estremamente affollati. Alla fine dei porticati, sulla sinistra, si ergeva, stupendo e spettacolare nella sua semplicità architettonica, il Duomo della città.

Subito dopo, finalmente, un palazzetto cubico da poco ristrutturato: dopo aver ospitato per anni un’importante banca, era stato scelto per dare vita al primo centro culturale di Mestre.

Due gradini introducevano nel salone al piano terra, interamente dedicato all’emeroteca, dove il silenzio creava un irreale contrasto con l’eccessiva sonorità della piazza. Le pagine girate dei giornali ed i colpi di tosse di qualche anziano erano gli unici suoni percepibili.

Attraversai l’intera sala e, giunta alla fine, salii le scale, due rampe in granito che mi portarono su un pianerottolo: sulla porta campeggiava la scritta "Centro Donna".

Oltrepassai la soglia, firmai il registro delle presenze, sorrisi alla responsabile di turno e nel più completo silenzio mi avviai verso il terzo scaffale dall’entrata: romanzi umoristici. Guardai i libri accostati l’uno all’altro, in ordine d’autore e poi di titolo. L’etichetta del Centro compilata a mano, le copertine sdrucite ne testimoniavano l’intensa vita. Il profumo della carta stampata penetrava nelle narici. Chiusi un attimo gli occhi per godermi quella sensazione avvolgente e poi lasciai il mio cuore libero di smarrirsi in quel luogo magico.

Avevo già compreso che entrare nei libri era appagante quanto vivere la vita: godere di mille vite diverse, di mille emozioni differenti.

Da bimba avevo apprezzato storie d’affetto e solidarietà, romanzi che raccontavano di famiglie, libri che parlavano di profonda amicizia. La mia incapacità di comunicare veniva esorcizzata da quelle storie perché in tali racconti nessuno, ne introverso né cattivo, veniva lasciato solo. Al contrario: chi, all’inizio del libro, veniva descritto come un personaggio incline alla solitudine, durante lo svolgimento della storia, grazie all’intervento degli altri interpreti, si evolveva in una figura estroversa e positiva. Questa particolarità nella connotazione dei personaggi mi fu utile per comprendere (o per darmi la speranza) che, se anche ero timida e chiusa, non ero necessariamente destinata a restare tale, ma potevo cambiare la mia vita e non sentirmi più sola.

Ora che ero diventata una tipica quindicenne, forte e compassionevole, fiera e coraggiosa, estroversa quel tanto da farsi amare dalle amiche, avevo bisogno di nuove storie, di nuovi racconti che esorcizzassero non più la mia introversione ma la tristezza che non mi abbandonava ancora. Avrei potuto ridere e scherzare con le amiche, ma, come è ben noto ai più, chi è triste attira solo persone tristi, chi ha un problema è circondato solo da persone con altri problemi: io ero triste e le mie amiche erano tutte depresse o con problemi più importanti dei miei. Così nascondevo la mia tristezza per rendere più semplice e serena la vita alle mie amiche. Loro traevano vantaggio da questo ed io precipitavo nel mio personale oblio.

La scelta di libri umoristici fu la diretta conseguenza di questo mio disagio. Avevo bisogno di ridere, e ridere con un libro era molto facile.

Impazzivo per Amurri, trovavo straordinaria la sua ironia, un po’ acida a dir la verità, ma esilarante. I titoli dei suoi libri erano particolari e già da questi era possibile comprendere il tono della narrazione: Come uccidere la moglie, senza tanti perché oppure Come uccidere il marito e quelli che seguirono dedicati ai figli ed alle suocere. Amurri era in grado di affibbiare un’etichetta alle persone e catalogarle come i libri di una biblioteca. Mai vista in nessun altro autore una tale capacità di riconoscere e schematizzare i caratteri della gente comune.

Ma era la Brombeck la mia autrice preferita. Il suo modo di narrare era fluido e semplice. Raccontava con ironia le insoddisfazioni della sua vita e le regalava al mondo farciti di titoli improbabili come Se la vita è un piatto di ciliegie, perché a me soltanto i noccioli?

Mi sollevava l’animo scoprire che al mondo si poteva ridere di se stessi e dei propri guai con una tale semplicità. Bastava fermarsi un attimo e vedere da lontano l’effetto che faceva. I miei guai erano divertenti o potevano diventarlo agli occhi degli altri. Potevo ridere di me ed in questo modo rendere meno gravoso il peso del mio dolore. Se la Brombeck ed Amurri sapessero che hanno dato espressività alla mia vita se ne stupirebbero. Del resto nessun autore comico crede mai di poter cambiare la vita di qualcuno solo per avergli donato due minuti di allegria!

I miei tentativi di far ridere scrivendo cominciarono proprio allora. Scrivevo brevi racconti dedicati, i cui personaggi erano macchiette delle mie più care amiche, che riuscivano a riconoscersi ed a ridere di quelle buffe storie. Ed io coltivavo così uno sconosciuto orgoglio per le mie creazioni incrementando nel contempo la mia autostima.

Avevo quindici anni, non mi sentivo più sola, passavo il mio tempo con le amiche del cuore: ero riuscita a riempire questo vuoto nella mia vita.

A sedici anni ridere non era più una difficoltà: la tristezza non dominava più il mio animo Avevo colmato questo lato della mia esistenza. Ma già a diciassette anni scoprii un’altra lacuna nel mio cuore: avevo bisogno di essere amata, ma non riuscivo a far breccia nel cuore dei ragazzi. Per compensare questa carenza ritornai nel mio piccolo mondo e ripresi a sognare nei libri: scoprii quei libri che sembrano parlare al cuore e di cui vi racconterò la prossima settimana.

 

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