Un Aldo qualunque

Il film di Dario Migliardi recensito da Davide Verazzani

 

UN ALDO QUALUNQUE
di Dario Migliardi

recensione di
DAVIDE VERAZZANI

credits

Regia: Dario Migliardi
Sceneggiatura: Dario Migliardi, Valeria Giasi, Salvatore De Mola
Con: Fabio De Luigi, Giuseppe Battiston, Silvana Fallisi, Emanuela Ungano, Michele Bottini, Neri Marcorč, Omar Pedrini
Fotografia: Arnaldo Catinari
Montaggio: Claudio Cormio
Scenografia: Massimo Santomarco
Costumi: Carolina Olcese
Musica: Timoria
Produttore: Umberto Massa
Produzione: Rai Cinema, Kubla Khan
Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
85' - Colore - 35mm
Italia 2001

 

 

E' il 1978, ed una giovane coppia di sposini baresi č giunta da poco a Torino. Lei, Marisa, č una poliziotta carrierista, che vive in sogno avventure criminal-sentimentali, e odia il provincialismo in cui č nata e cresciuta. Lui, Aldo, nipote di un cardinale in odore di papato, č ragioniere capo di una azienda torinese. L'incontro-scontro con Biagio, un nullafacente fuoriuscito dal PCI e in contatto con ambienti malavitosi, cambierą radicalmente la vita di Aldo, che insieme a Biagio e ad un suo amico, Caimano, progetterą un colpo per sbancare il boss delle scommesse clandestine.

E' un buco nell'acqua l'esordio nel lungometraggio del torinese Migliardi: nonostante la verve del sempre ottimo De Luigi, non va al di lą di una stanca riproposizione degli stilemi classici della commedia all'italiana, con l'aggravante del maldestro tentativo di comporre un'opera socialmente impegnata. Gią visto, e meglio, in Ecco noi per esempio, che il '78 lo faceva raccontare a Celentano e Pozzetto. Cameo di Omar Pedrini, leader del gruppo rock Timoria, nei panni di un prete hippie.

Davide Verazzani


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