Adam Sandler: otto notti di follie
Una pellicola da dimenticare in fretta. Recensione di Marco Cavalleri

Adam Sandler: otto notti di follie
di Seth Kearsley
(Adam Sandler's Eight Crazy Nights) Genere Animazione, colore 71 minuti. - Produzione USA 2002.
Davey Stone si è messo nei guai con la legge, ma il Natale è alle porte ed il
giudice decide di commutare le sua pena: anziché andare in galera potrà scontare
il suo debito con la comunità arbitrando una partita di basket tra ragazzi.
Sembra un gioco da ragazzi finchè Davey non si trova a scontrarsi con
l'eccentrico arbitro Whitey Duvall, il cui carattere non potrebbe essere più
diverso dal suo...
Ripescato in tutta evidenza dopo il buon successo di "Terapia d'urto", "Otto notti di follie" è pellicola da dimenticare in fretta. Animazione scarsa e legnosa, numeri musicali imbarazzanti e - quel che è peggio - nessuna vera occasione di divertimento. Adam Sandler si sta affezionando davvero troppo al ruolo di "coniglio mannaro", e il fatto di proporsi come cartone animato non aggiunge nulla di nuovo a un personaggio che mostra la corda. Dura poco, vero, ma questo è l' unico titolo di merito.
Marco Cavalleri