A proposito di Schmidt
Il film di Alexandr Payne recensito da Davide Verazzani

A PROPOSITO DI SCHMIDT
di Alexandr Payne
credits
A PROPOSITO DI SCHMIDT (About Schmidt) di Alexander Payne. con: Jack
Nicholson, Hope Davis, Kathy Bates
Commedia/drammatico, colore, 125 min.
Alexander Payne, arrivato alla terza prova dopo aver avuto ottimi riscontri,
soprattutto di critica, con il recente Election, costruisce il ritratto di un
borghese meschino e privo di sentimenti, incollandolo letteralmente addosso alla
persona di Jack Nicholson. Se il film ha una certa riuscita, lo si deve in
effetti alla straordinaria prova d'attore di quest'ultimo, meritevole di un
Oscar (assai più confacente, rispetto agli ultimi due vinti con Voglia di
tenerezza e Qualcosa è cambiato), ma soprattutto di essere rivisto e studiato
nelle scuole di recitazione, per l'incredibile capacità mimica con cui cambia
espressione all'interno di una stessa inquadratura.
Verrebbe da pensare che senza l'apporto fondamentale di Nicholson questa pellicola passerebbe quasi inosservata: un soggetto esile, "cattivo" solo in superficie, si giustappone ad una sceneggiatura priva di mordente, con pochi acuti e persino a volte sfilacciata e poco coerente; tutta la pellicola è costruita intorno ad un unico personaggio, e quelli di contorno sono poco caratterizzati ed in sostanza lasciati alla libera interpretazione degli attori (e difatti Kathy Bates, in poche scene, riesce a farsi notare molto di più della figlia, giustamente nevrotica ma poco incisiva).
La prova di Nicholson supera di slancio questi difetti di struttura, regalandoci l'incontro con un uomo solo, sospettoso, al limite della paranoia, le cui angoscie sono però profondamente reali. E nell'America rurale visitata da Schimdt, priva di grattacieli e luci al neon, dove i ricordi sono le uniche emozioni, e spesso nemmeno vivide, Payne ci mostra un piccolo inferno domestico da cui ci si può liberare solo grazie alla fiammella di una lontana speranza. Il disegno di un bambino nigeriano analfabeta, unica persona con cui Schmidt è stato sincero fino in fondo, diventa la base su cui costruire quei pochi anni che ancora gli restano, e provare a dare un senso a tutto il disordine che esiste intorno e dentro di lui. E lo stesso, ed è questo il messaggio delle lacrime finali, vale per noi.
Davide Verazzani